domenica 21 maggio 2017

Verbale ufficio di piano - mercoledì 10 maggio 2017



Il prossimo incontro dell'ufficio di piano sarà mercoledì 31 maggio, dalle ore 9 alle ore 11, in via Manini.

FNA estate
Vengono condivisi i risultati del confronto con gli enti gestori (ricevute molte proposte indipendenti) ed un gruppo di famiglie (richiesta di avere uno scenario coordinato di proposte estive) con l’obiettivo di coordinare l’offerta.
Il confronto ha portato ad una proposta in grado di coprire nove settimane con proposte specifiche per minori con disabilità gravi, come da prospetto inviato (i disabili medio/lievi saranno inseriti in altre proposte territoriali). È stato inoltre definito uno standard di servizio (rapporto 1:2 o 1:3), e quindi un costo che fosse sostenibile per le famiglie. È stato dichiarato l’impegno politico distrettuale per la finalizzazione di altre risorse in caso di minori esclusi dall’FNA.
Può pertanto prendere avvio la costruzione di progetti, che può prevedere la finalizzazione dell’FNA per l’abbattimento dei costi di frequenza e può prevedere un arco temporale differente dalle nove settimane identificate. Si invitano le assistenti sociali di tutto il territorio a raccogliere tutte le istanze per avere una mappatura completa delle richieste, in modo che possano essere successivamente tenute in considerazione in caso di esclusione (ovvero si invita a non fare filtro in fase di elaborazione dei progetti a livello comunale).
Si rileva la necessità di estendere i termini per la presentazione dei progetti, considerato che le proposte da inserire nei progetti non erano ancora disponibili. Si estende il termine al 25.05 (come formalizzato da comunicazione inviata da Comunità Sociale Cremasca in data 11.05.17).
Si sottolinea l’importanza di tenere in considerazione questo aspetto (armonizzazione delle proposte FNA estive) nel nuovo piano di zona, per dare maggiore struttura a queste proposte.
Dal confronto con le famiglie è stato rilevato una non sempre adeguata e puntuale informazione da parte delle famiglie rispetto al tema FNA.

Conciliazione
Si conferma la presentazione di tutte le ipotesi progettuali condivise precedentemente (2 progetti FSE – famiglie con minori e disabilità; 3 progetti sul bando ATS – salva tempo, imprese, RSA).

PON
Tutti i territori hanno presentato proposte che in prima analisi vengono valutate in linea con le linee guida (tematizzazione su ciascun territorio della funzione di accoglienza in prospettiva sovra comunale).
Se tutti i progetti vengono valutati coerenti, ciascuno ha tuttavia un livello diverso di coerenza. Alcuni territori infatti sono stati in grado di elaborare proposte più avanzate superando di fatto il livello di accoglienza comunale, mentre su altri territori viene mantenuto un presidio dell’accoglienza ancora a livello comunale (step iniziale di orientamento verso il livello sovracomunale) in parallelo all’avvio di azioni a livello sovracomunale.
L’ufficio di piano condivide un indirizzo generale per la commissione di valutazione dei progetti: avallare tutte le proposte del primo anno (riconoscendo lo sforzo di tutti i territori di introdurre modalità fortemente innovative e frutto di un complesso lavoro di mediazione sia a livello sovra comunale che interno a ciascun Comune), dando tempo ai territori per sperimentare le proposte stesse, avviare processi e rilanciare attività maggiormente mirate a livello sovracomunale nei prossimi anni. Sarà possibile pertanto dare approvazione triennale ai progetti già pienamente coerenti (con conseguente garanzia di risorse su tale arco temporale), e dare invece un’approvazione annuale a quei progetti che richiedono ulteriori gradi di definizione del progetto a partire fin dal secondo anno, richiedendo un ulteriore step di progettazione sul secondo anno. Si prevede di proporre una modalità premiante (già prevista nelle linee guida nei criteri di punteggio) per un deciso riconoscimento ufficiale dei progetti maggiormente aderente, e che prevedono un cambiamento anche organizzativo dei servizi (previa verifica della realizzazione/attuazione durante la prima annualità).
Riflettendo sul processo che ha portato all’elaborazione dei progetti, si rileva una generale problematicità della parte politica a mantenere fede alle linee guida approvate dall’assemblea dei sindaci stessa. Questo presuppone la necessità di presidiare il successo riscontrato nell’aver ottenuto proposte che coinvolgano tutti i comuni del Distretto.
Viene nuovamente richiamata l’importanza che l’esito della valutazione venga condivisa e trattata in comitato ristretto, affinché questo livello possa sostenere il processo di attuazione nei propri territori, nonché l’essenzialità di un forte accompagnamento in fase di attuazione, territorio per territorio e su tematiche specifiche, che verrà definito successivamente dall’ufficio di piano.
Si sollecita il comitato di valutazione a chiudere la valutazione entro i primi di giugno, in quanto tutti i progetti prevedono di potersi attivare dal 1 settembre. Per il terzo settore, viene proposto che faccia parte della commissione Claudio Dagheti.

Piano di lavoro per tematiche aperte
Vengono evidenziate diverse tematiche aperte, su cui è necessario strutturare un piano di lavoro esterno agli incontri dell’ufficio di piano, vista la complessità delle tematiche, le scadenze richieste e le diverse parti (stakeholders) coinvolte. Tale piano di lavoro sarà specifico oggetto del prossimo ufficio di piano.

-          Dopo di noi
Riferimenti normativi: legge 112/2016; decreto 23.11.2016. In attesa della delibera regionale con la definizione del piano regionale di attuazione.
Il coordinatore del nostro ufficio di piano parteciperà ad un tavolo di lavoro promosso da ANCI coinvolgendo tutti gli uffici di piano regionali.
-          Servizi abitativi
Riferimenti normativi: legge regionale 16/2016, dgr 6465 del 10.04.17.
Entro il 30 settembre a livello di ambito è richiesta l’attivazione di almeno una delle 5 azioni previste dalla DGR. E’ riservata una quota minima (circa 13mila euro, pari al 10% delle risorse disponibili) per la gestione della misura. L’ufficio di piano esprime la necessità di acquisire risorse e competenze in questo campo specifico.
-          Tutela minori
Il lavoro dell’obiettivo 10a è fermo, in attesa dei confronti a livello politico, come previsto a piano operativo. La riflessione aperta su questo tema si sviluppa sia sul piano dei contenuti, sia sulla revisione dell’assetto solidaristico.
-          Isee
Risulta urgente definire una risposta alla sollecitazione portata da un cittadino dell’ambito di Sergnano in merito alla retroattività del regolamento ISEE, come discusso precedentemente in questa sede.
-          Nuovo piano di zona
L’ufficio di piano viene aggiornato in merito agli incontri che hanno coinvolto i policy maker del nostro territorio all’interno delle azioni promosse dal progetto Fare Legami. Si condivide la possibilità di coinvolgere questo stesso gruppo all’interno dei lavori che si struttureranno per la scrittura del piano di zona.
Si prevede la possibilità di riconvocare il gruppo dei policy maker per un primo appuntamento allargato prima della pausa estiva.
A partire dal mese di settembre verrà strutturato il lavoro condiviso per la definizione delle linee di indirizzo / ipotesi / orientamenti del nuovo piano di zona, anche grazie alla programmazione dei tre momenti valutativi (focus group) del piano di zona in corso, che verranno organizzati grazie alla partecipazione del comitato di valutatori del piano di zona.
Si prevede inoltre che gli orientamenti risultanti dal progetto Fare Legami potranno essere considerati possibili orientamenti da includere nel piano di zona.
-          SIA
Viene condiviso il lavoro fin qui condotto dal gruppo di lavoro territoriale, e ribadita la necessità di individuare quanto prima una figura di riferimento a livello distrettuale sia sul piano operativo per il supporto delle assistenti sociali territoriali nell’implementazione dei singoli progetti, che di supporto al tavolo distrettuale per il monitoraggio della misura a livello distrettuale. Comunità Sociale Cremasca sta provvedendo all’individuazione di tale figura.

mercoledì 10 maggio 2017

Verbale ufficio di piano - 26 aprile 2017



Progetto CLAC: avvio azione 4 "PERCORSI PONTE PER MINORI DISABILI"
L’ufficio di piano viene aggiornato in merito all’incontro tenutosi con la cabina di regia (capofila, partner e enti della rete) per l’avvio dell’azione in oggetto, con l’obiettivo di avviare le fase preparatorie del progetto (inclusa raccolte delle segnalazioni) in funzione di un avvio delle azioni dirette ai beneficiari sul prossimo anno scolastico 2017/2018.
Si ribadisce come il target di questa azione siano i minori residenti nel distretto, e quindi anche eventualmente frequentanti le situate all’esterno del distretto.
La selezione dei minori beneficiari terrà conto anche di un criterio che permetta una sperimentazione dell’azione su tutto il territorio distrettuale, e quindi alla garanzia di una quota per ciascun sub ambito (in media 3 minori per sub ambito).
Sulla base del budget medio a disposizione di ciascuno dei 18 beneficiari, si prevede che ogni progetto individuale possa svilupparsi lungo tutto il corso del biennio, ovvero su due annualità scolastiche.
Viene sottolineato un potenziale nodo critico dato dalla difficoltà ad incrociare le necessità delle scuole, che tendenzialmente si muovo in modo indipendente.

Bandi conciliazione in fase di elaborazione (aggiornamento)
Si conferma l’intenzione, condivisa dagli altri tre ambiti coinvolti (Casalmaggiore, Cremona e Viadana), di presentare proposte trasversali agli ambiti, su entrambi i bandi in corso. Sul bando FSE le proposte progettuali saranno solo due, che non rispecchieranno in parallelo le tematiche dei tre progetti a valere sul bando ATS, ma saranno le seguenti:
-          Servizi salva tempo per famiglie con minori (capofila: Consorzio Arcobaleno)
-          Servizi educativi estivi per minori disabili (capofila: L’Umana Avventura)


PON (rimodulazione budget su 30 mesi)
Grazie ad una disponibilità espressa dal Ministero del Lavoro in fase di firma della convenzione, è stato rimodulato il budget riducendo il tempo complessivo delle progettualità da 36 a 30 mesi, in considerazione del fatto che si prevede che i progetti in fase di elaborazione da parte dei sub-ambiti non verranno concretamente avviati prima del mese di luglio. Le coordinatrici di sub-ambito riportano come di fatto non sarà verosimile avviare i progetti prima del mese di settembre, pertanto il tempo a disposizione dei progetti sarà complessivamente di 28 mesi.
Si sottolinea l’importanza che vengano promossi momenti di scambio sui contenuti delle progettazioni tra i diversi sub-ambiti, in primis a partire dall’ufficio di piano e dal comitato ristretto, per un confronto su come si caratterizzano le proposte e quali cambiamenti implicano in ciascun territorio. Tali momenti serviranno anche per la verifica della coerenza dei progetti con le linee guida nonché della realistica fattibilità delle diverse ipotesi attuative, prevedendo quali eventuali forzature, e a che condizioni, potranno essere proposte; viene esplicitata la preoccupazione rispetto al rischio che le proposte non portino effettivi cambiamenti.
Si propone in sede di comitato di valutazione di adottare una griglia di valutazione in grado di evidenziare sinteticamente i principali elementi progettuali di ciascuna proposta e la loro coerenza con le linee guida.
Ancora non sono state prese decisioni in merito ai tempi di valutazione e alla composizione del comitato di valutazione.

SIA (nuovi criteri di accesso)
Si condividono i nuovi criteri di accesso secondo il decreto ministeriale che ne ha allargato la portata.
Si condivide la necessità di una formazione distrettuale (ipotizzando che possa essere organizzata nel mese di giugno) rivolta a tutte le assistenti sociali, non solo sulle procedure, ma anche sui contenuti e sulle progettualità da attivare, possibilmente prevedendo crediti formativi.
Tale allargamento della platea dei beneficiari comporta una condivisa preoccupazione che tutto il budget dei progetti PON venga assorbito dai numeri del SIA e dal carico di lavoro ad esso connesso.

Sportello assistenti familiari (avvio operativo)
Oltre ad un aggiornamento in merito alla stipula della convenziona con ACLI per l’avvio degli sportelli per gli assistenti familiari che saranno operativi a partire dai comuni di Castelleone, Crema, Soncino e Rivolta d’Adda, come precedentemente condiviso, si discute delle modalità di organizzazione del registro degli assistenti familiari. Si condividono le criticità espresse da ACLI in merito al fatto che affinchè tale registro possa essere effettivamente funzionale all’incrocio di domanda e offerta sia necessario un forte investimento di risorse ed un grado di aggiornamento del registro molto elevato. ACLI verificherà la possibilità di esportazioni in blocco, es. mensile, e successiva pubblicazione dei nomi presenti nel proprio database (anche eventualmente a fronte di un investimento per la modifica dello stesso). Alternativamente si valuterà la pubblicazione di un elenco di nominativi per rispondere formalmente a quanto previsto da Regione, consapevoli che non sia funzionale.

Prassi comuni per progettazione bandi di portata distrettuale

Viene condivisa la bozza del documento elaborato dal gruppo referente per l’obiettivo 8. Come già richiesto da parte dei referenti delle cooperative sociali, si lascia il tempo necessario per condividere lo stesso all’interno delle proprie reti, dalle quali verranno recepite eventuali integrazioni o proposte di modifica, che torneranno per una discussione finale all’ufficio di piano.

sabato 15 aprile 2017

Verbale ufficio di piano - mercoledì 12 aprile 2017



Confronto sulla progettazione di sub-ambito in corso sul finanziamento PON (Ob6/9)
Ciascun sub ambito aggiorna i presenti in merito alle azioni in corso per accompagnare e strutturare una proposta di sub ambito.
Vengono evidenziate alcune criticità trasversali ai diversi territorio, in particolare in riferimento al coinvolgimento degli amministratori, non sempre consapevoli totalmente delle implicazioni delle scelte rispetto al lavoro tecnico degli operatori (traduzione operativa di una centralizzazione della funzione di accoglienza). Si sottolinea una forte esigenza di confronto con CSC per verificare la fattibilità organizzativa delle ipotesi in elaborazione, anche considerata la necessità di combinare su un piano distrettuale le singole esigenze locali (che richiedono un numero limitato di monte ore settimanale), nonché considerare la gestione degli operatori che operano attualmente a scavalco di più sub ambiti.
Si ribadisce, come già esplicitato nelle linee guida, la necessità che i fondi ministeriali PON debbano aggiungere risorse per migliorare la funzione di accoglienza a partire da uno standard di base previamente garantito con risorse proprie. In altre parole, ciascuna amministrazione dovrebbe assicurare la copertura delle risorse umane ai fini di garantire lo standard di base dei propri servizi; a partire da questo standard (precondizione) le risorse PON permetteranno di strutturare la ridefinizione della funzione di accoglienza a livello sovra comunale (potenziamento). L’aumento di monte ore degli operatori sociali è un criterio irrinunciabile, in quanto definito molto chiaramente dalle linee guida ministeriali.
Tutti i territori condividono la necessità di progettare una revisione del sistema di accoglienza in modo graduale, per accompagnare sia le amministrazioni (e i cittadini), sia gli operatori, ad introiettare tale cambio di approccio ai servizi sociali, introducendo quanto meno una tensione verso cambiamenti ideali che necessitano di tempistiche di lungo termine. È importante che il PUA sovra comunale non si ponga come servizio parallelo e “altro” rispetto al sistema dei servizi sociali così come attualmente strutturati, ma che possa servire ad un accentramento di procedure che non verranno più esplicate a livello di singolo Comune. I territori si stanno pertanto strutturando per garantire alcuni poli sovra comunali dedicati all’accoglienza (PUA) che supportano il lavoro di accoglienza comunale, accentrando soprattutto determinate pratiche (assorbendo in particolare le procedure nuove), nel contempo uniformando le modalità di gestione della funzione di accoglienza (incl. moduli e CSI). Si rileva la necessità di raccogliere i dati specifici che riguardano l’accoglienza, per ritornare anche agli amministratori un quadro maggiormente oggettivo del lavoro di segretariato (che sembra essere rivolto per lo più ai casi già in carico, e non all’accoglienza propriamente detta).
Il lavoro interno a ciascuna amministrazione/sub ambito ha portato a concentrare necessariamente l’attenzione sul sistema dei servizi sociali. Si sottolinea l’importanza di includere nel processo i punti di accoglienza già strutturati ed attivi localmente grazie al Terzo Settore. Caritas Diocesana si rende disponibile per favorire eventuali collaborazioni sui singoli territori, a seconda delle esigenze rilevate.
Si discute dell’eventualità di posticipare il termine di presentazione delle proposte, fissato per il 28 aprile, in funzione del consistente lavoro di accompagnamento in corso in ciascun sub ambito. Si conviene tuttavia per mantenere tale scadenza. Vi è un’esigenza incombente di finalizzare le risorse ministeriali (utilizzarle, e darne conto) secondo i tempi e i criteri definiti dallo stesso Ministero. Si chiede a ciascun sib ambito di continuare il lavoro per arrivare alla presentazione di una proposta che, seppur non completamente definita (soprattutto negli aspetti gestionali), possa illustrare l’idea progettuale in fase di strutturazione e gli attori ivi coinvolti. Ciò presuppone che vengano già effettuate le relative verifiche di fattibilità anche con CSC e gli altri enti implicati, con la possibilità di rimandare la stipula di accordi operativi ad un momento successivo. Sulla base delle proposte raccolte, verrà pianificato un incontro del comitato ristretto per verificare il punto della situazione ed incentivare il confronto tra diversi territori.
Per raggiungere tale risultato si prevede la necessità di programmare ulteriori incontri specifici di sub ambito tra amministratori, coordinatrici e CSC; vengono definite alcune ipotesi di incontri (farà seguito una comunicazione di Davide Vighi a ciascuna coordinatrice).


Piano di valutazione PO2016/17
Sono stati inviati a ciascun gruppo referente per gli obiettivi del PO gli indicatori relativi al 2017, che saranno compilati con riferimento al primo quadrimestre, e condivisi (online sull’udp blog) entro il prossimo appuntamento dell’ufficio di piano.
Si discute della possibilità di strutturare momenti di restituzione della seconda annualità (PO 2016), includendo già anche il primo quadrimestre del 2017, ed essere funzionali ad un avvio di pensieri e confronto in funzione della preparazione del prossimo piano di zona 2018-2020, i cui lavori verranno avviati verosimilmente nel secondo semestre del 2017.
Si concorda sull’idea di organizzare tre focus di valutazione, ciascuno di mezza giornata, indicativamente con cadenza quindicinale a partire dalla metà di maggio, aperti a tutti i referenti degli obiettivi del piano di zona, e con il coinvolgimento diretto del comitato di valutatori. Nei focus un referente per ciascun obiettivo sarà chiamato a presentare una valutazione sintetica del lavoro svolto; da questa analisi critica si apre il confronto, in particolare con il comitato di valutatori. Gli obiettivi del PO saranno raggruppati come segue:

  • Sistema conoscenza (ob.1, 2 e 3)
  • Percorsi progettuali (ob. 4, 5 e 8)
  • Azioni gestionali (ob. 6, 7, 9 e 10)

     Quanto discusso sarà oggetto di un confronto con il comitato di valutatori per concordare con loro l’organizzazione dei focus.


Ridefinizione sistema di accesso RSA
Si condivide quanto emerso dalla riunione del 10 aprile, passaggio oltre modo necessario per ribadire la volontà degli attori coinvolti di continuare la strutturazione del nuovo sistema di accesso sui contenuti del documento elaborato dal tavolo tecnico. Nell’incontro si è in particolare richiamata la centralità della valutazione multidimensionale, sottolineata anche da ASST come scenario complessivo che verrà attivata anche su altre partite (es. cronici). Sono stati evidenziati alcuni nodi critici, già noti, in particolare sulla necessità di definire i costi che il nuovo sistema pone eventualmente in carico alle RSA e la necessità di presidiare fortemente la fase transitoria, affinché non crei disagi a cittadini e istituzioni.
Nell’incontro è stato dato mandato al gruppo tecnico di continuare a lavorare per dettagliare meglio la sperimentazione, con particolare riferimento a:

  1. modulistica e modalità della fase di accoglienza
  2. tempistiche della valutazione multidimensionale
  3. criteri per la definizione delle liste di struttura
La CSI farà da strumento di collegamento alle diverse fasi del processo.
Si condivide la proposta che verrà sottoposta al tavolo tecnico di lavorare su tre sottogruppi, secondo i punti sopra esposti. Si prevede di concludere la strutturazione della sperimentazione entro fine maggio, per poter approvare i documenti e siglare gli accordi nel mese di giugno ed avviare la sperimentazione con il mese di luglio, come previsto dall’Assemblea dei Sindaci. Per rispettare quest previsione temporale, sarà necessario mantenere costantemente aggiornati tutti gli attori implicati, inclusi i presidenti delle RSA e gi amministratori comunali.


Progettazione bandi conciliazione
L’Alleanza locale sta lavorando alla presentazione di progettualità in risposta ai due bandi in corso, entrambi con scadenza ad inizio maggio, in coordinamento con le Alleanze attive sugli altri Distretti del territorio di riferimento dell’ATS. Si intendono presentare proposte progettuali sui seguenti temi:

  • Servizi salva tempo (rilancio servizi realizzati nei progetti precedenti)
  • Servizi conciliativi in favore dei dipendenti delle RSA
  • Servizi conciliativi in favore delle imprese, con la produzione/erogazione di servizi conciliativi, in parallelo con la proposta in fase di elaborazione da parte della camera di commercio (servizi consulenziali per le imprese)
Si discute della possibilità che altri enti, esterni all’Alleanza possano legittimamente presentare altre progettualità non coordinate con quelle dell’Alleanza. È interesse dell’Alleanza tentare di coordinare il più possibile le azioni di conciliazione promosse sul territorio. La scarsità di risorse disponibili du entrambi i bandi e la presenza di diverse cordate attive per la presentazione di proposte progettuali fa presupporre che vi siano poche possibilità di finanziamento per progettualità che coinvolgano territori ristretti.