giovedì 15 giugno 2017

Verbale ufficio di piano 14.06.2017



Il prossimo incontro dell’ufficio di piano sarà mercoledì 28 giugno dalle ore 9 alle ore 11 in via Manini.

Formazione FSE
Si ricorda la formazione sul tema “PONTI DI INTEGRAZIONE.  IL FONDO SOCIALE EUROPEO (POR FSE 2016): RICADUTE NEL TERRITORIO” promossa dalla cabina di regia di ATS prevista per giovedì 15 giugno al pomeriggio a Cremona (iscrizioni come da precedente comunicazione via email).

Formazione SIA
Il secondo appuntamento del corso di formazione condotto da IRS a cui il nostro ufficio di piano ha deciso di aderire si terrà mercoledì 12 luglio. Verrà identificata almeno una referente del Servizio Sociale Territoriale; ancora da definire la risorsa di CSC in quanto non è stata ancora identificata al proprio interno.

PON
Vengono condivise le riflessioni avvenute in fase di valutazione dei progetti e in fase di condivisione delle stesse in comitato ristretto.
Tutti i progetti sono stati valutati positivamente, come anticipato precedentemente in ufficio di piano.
Le differenze maggiori tra le proposte territoriali sono state riscontrate sul monteore aggiuntivo e sulle scelte organizzative. Su entrambi questi criteri di valutazione si distinguono le proposte presentate dai sub ambiti di Sergnano e Soncino.
Un’ulteriore differenziazione riguarda il modello gestionale proposto. Se nessuna delle proposte arriva ad ipotizzare un modello di gestione pienamente unitario, risulta diverso il coinvolgimento previsto dell’azienda (sul continuum da fornitura di personale ad affidamento gestionale). A questo proposito sia dal comitato ristretto che dal CDA di CSC è uscito un input forte verso la riorganizzazione degli operatori per azzerare gli scavalchi e gli spostamenti di operatori da un territorio all’altro. CSC prevede di fare un primo incontro interno, da cui elaborare una proposta di ristrutturazione che verrà condivisa in incontri specifici di sub ambito, prevedendo di arrivare ad una definizione puntuale e finale per la fine del mese di luglio.
Fatte queste considerazioni, tutti i progetti sono stati approvati a budget invariati, in quanto le variazioni progettuali citate non giustificano una diversa allocazione del budget.
I progetti dei sub ambiti di Sergnano e Soncino sono stati approvati nella loro totalità, per l’intero triennio. Gli altri progetti si considerano approvati esclusivamente per la prima annualità, in quanto necessitano di una riprogettazione delle attività sulle successive annualità.
Ai fini dell’avvio delle progettualità PON, CSC comunicherà ufficialmente l’esito della valutazione ai comuni capofila, con la conferma del budget assegnato.
A seguire l’azienda convocherà incontri specifici su ciascun sub ambito per la definizione delle modalità gestionali. Sulla base di tale definizione, verranno stipulate nuove convenzioni sia all’interno di ciascun sub ambito che tra Comuni e azienda. Si prevede l’avvio dei progetti entro settembre.
Viene sottolineata la necessità di mantenere un forte accompagnamento sui contenuti delle proposte, per mantenere gli intenti dichiarati nei progetti nella loro traduzione operativa. Si concorda per l’organizzazione di momenti di accompagnamento regolari una volta che i PUA sovra comunali saranno avviati.

Comitato Ristretto 05.05.2017
In merito al ricollocamento del residuo di bilancio del 2016, il comitato ristretto riunitosi lunedì 05 maggio ha deciso quanto segue:
-          Stanziamento di 200mila euro sul fondo premiante (per tre quarti sul SAAP e per un quarto sull’ADM)
-          Copertura con ulteriori 90mila euro dei progetti presentati sul FNA. Si registra in merito un significativo aumento delle domande. Grazie al residuo 2016 ed un ulteriore fondo messo a disposizione dal Comune di Crema per i propri cittadini, è stato possibile rispondere positivamente a tutte le domande pervenute. Viene sottolineato come il lavoro di valutazione delle domande FNA sia particolarmente oneroso, e non sostenibile se perseguito con le modalità attuali. Sarà necessario migliorare gli strumenti interni per facilitare il lavoro molto impegnativo della commissione.
-          Garanzia di un fondo per la gestione dei servizi nuovi, emergenti, in risposta alle incombenze regionali portate dalle recenti disposizioni a livello distrettuale (es. SIA, servizi abitativi, reddito autonomia, CSI, ecc). Questo fondo sarà gestito da CSC e almeno in prima battuta servirà all’identificazione di una risorsa in grado di coordinare i servizi abitativi distrettuali (vd punto successivo).

Servizi Abitativi
Aggiornamento in merito al confronto avvenuto con il gruppo del progetto “Casa Vuoi?”. Si conferma la disponibilità del gruppo a condividere competenze e prassi acquisite, in funzione di una replica delle stesse a livello distrettuale. Si ribadisce nuovamente la necessità di avere una figura di coordinamento che possa accompagnare il processo e garantire al contempo rigore procedurale ed amministrativo, su un sistema profondamente in cambiamento rispetto a quanto attuato finora dai singoli Comuni.
Il 22 giugno ANCI ha organizzato un incontro a Milano Per illustrare la bozza di Regolamento ed il funzionamento del sistema deliberato dalla Regione per la gestione delle politiche abitative.

Banca dell’Acqua
Arriverà a breve una comunicazione ufficiale da parte di CSC. Il progetto è stato avviato. Si conferma la non necessità di stipula di una convenzione a priori da parte di tutti i Comuni.

Centro Territoriale Diurno (progetto CLAC)
In settimana si chiuderà la fase di identificazione dello spazio per l’apertura del centro, che sarà situato presso il CAG San Luigi.
Per quanto riguarda la gestione dello stesso, CSC intende aprire una manifestazione d’interesse a breve per l’affidamento del centro ad un ente esterno. CSC è in attesa del tempo tecnico (massimo 40 giorni) per l’iscrizione a Sintel.

Dopo di Noi
È stata approvata il 07 giugno la delibera regionale attuativa della legge. Viene brevemente presentato il decreto. Sul primo filone (interventi strutturali) è stata già ricevuta una prima richiesta di incontro da parte di Anfass. Si procederà con la convocazione di un incontro rivolto alla rete disabilità e alle fondazioni che potrebbero essere interessate ad avviare azioni in questo senso. In merito al filone dei progetti individuali, considerato il budget disponibile, si prevede la possibilità di coprire meno di una decina di progetti sul nostro distretto.
L’Ambito distrettuale è chiamato ad elaborare un piano territoriale relativo a questo tema, e ad emettere un bando entro il 31.10.2017.

Retroattività regolamento ISEE
Vista la difficoltà da parte dell’ufficio di piano di assumere un posizionamento unitario in merito a questo tema, si lascia l’autonomia a ciascun Comune di decidere come trattare le eventuali richieste ricevute.

Revisione linee accreditamento domiciliarità
Venerdì 17.06 alle ore 10.30 vi sarà il primo incontro del tavolo che intende rivedere i contenuti dell’accreditamento dei serivi di SAD e ADM. L’incontro è aperto sia ai soggetti già accreditati che ad eventuali altri soggetti interessati. Il tavolo sarà facilitato da IRS.

mercoledì 14 giugno 2017

Verbale Ufficio di Piano - 31 maggio 2017


Comunicazioni

-          Il 15.06 si terrà a Cremona il primo workshop gratuito promosso dalla cabina di regia (ATS Val Padana) sul tema “FSE”. Si dovrà procedere ad iscrizione online tramite il sito dell’ATS. Seguirà ulteriore comunicazione via email.

-          Il prossimo incontro di Comunità di Pratica sul SIA non è stato ancora convocato da IRS ma presumibilmente si terrà ad inizio luglio.

-          ATS promuove come tutti gli anni la campagna per contrastare l’Emergenza caldo. Saranno inviati gli elenchi dei nominativi delle persone a rischio (da controllare, integrare, e verificare anche nei numeri di telefono). I volantini distribuiti nelle precedenti annualità sono esauriti.

Servizi abitativi

È stato creato una pagina ad hoc, disponibile nello spazio dell’udp blog, dove si possono recuperare facilmente i riferimenti normativi e i documenti che via via verranno recuperati e/o elaborati su questo tema.

Con la recente pubblicazione dei decreti attuativi, la tematica “casa” entra a pieno nei piani di zona.

Siamo ancora in attesa di indicazioni specifiche in merito alla gestione delle liste ERP a livello distrettuale.

Di fronte alla condivisa e riconosciuta necessità che il territorio si attrezzi su questa tematica specifica, vi è larga flessibilità normativa affinché ogni territorio trovi la forma a lui più consona (es. apertura di un “ufficio casa” distrettuale; valorizzazione delle competenze già presenti e diffuse sul territorio; ecc).

Viene più volte ribadita la necessità di identificare una figura con funzioni di coordinamento, in grado di promuovere le collaborazioni con il territorio e che funga da riferimento per il distretto. Non vi sono al momento ipotesi su chi possa concretamente assumersi tale ruolo.

Non preoccupa particolarmente il rispetto della scadenza del 30.09 (obbligo di attivazione di almeno una misura), alla quale si può formalmente adempiere con la “semplice” formulazione di un bando. Ciò che viene sottolineato è l’importanza di connettere tali adempimenti alla programmazione distrettuale.

Si ribadisce come punto cardine la valorizzazione delle competenze maturate e presenti sul territorio, in particolare all’interno di ACLI (con Caritas) e del Consorzio Sul Serio. In questa fase si ritiene opportuno che venga mantenuta una regia pubblica sovra-comunale.

L’ufficio di piano concorda sul coinvolgimento diretto del gruppo operativo all’interno del progetto “Casa Vuoi?”. Un referente dell’ufficio di piano incontrerà tale gruppo verosimilmente lunedì 12.06.


Tutela minori

Viene rilevato un non allineamento tra Comunità Sociale Cremasca (CSC) e Servizio Sociale Territoriale (SST), con una conseguente difficoltà a lavorare insieme su alcune tematiche in particolare. Considerato che la coesione tra i servizi gestiti a livello centralizzato e quelli territoriali è sempre stato il punto di forza del nostro territorio, si rimette a tema la necessità di ripensare strategie per riallinearsi e ricomporre.

Al di là del funzionamento dei servizi, tuttora garantito, si rileva un problema di relazioni (non tra persone, ma tra le parti). I temi più faticosi rilevati sono quello della Tutela minori (difficoltà di attuazione delle linee definite nell’attuale e nei precedenti piani di zona, tanto da richiedere un mandato nuovo) e la Cartella Sociale Informatizzata.

Nella discussione viene sottolineato come su alcuni temi non sia ancora stata raggiunta da parte dell’Azienda una stabilità organizzativa definitiva. Il problema viene riportato ai livelli di attesa (consapevolezza del mandato) e alla cultura degli operatori di entrambe le parti, pertanto si pone necessario ed indispensabile superare le resistenze culturali di alcuni operatori. Di fatto si registrano alcune buone pratiche che si ritiene funzionino positivamente grazie alla forte volontà degli operatori coinvolti. Dall’altra parte anche la stessa adesione alle misure distrettuali risulta essere molto differente da un territorio all’altro.

Nello specifico, viene rilevato come la CSI sia tuttora uno strumento che non decolla nel pieno del suo utilizzo operativo, mentre si raccolgono dal territorio richieste esplicite  che possa essere maggiormente funzionale alla quotidianità. Il processo di implementazione di fatto sta avanzando con una velocità molto ridotta rispetto alle aspettative, tanto da ribadire la necessità di rimettere a tema l’utilizzo condiviso di tale strumento.

Per quanto riguarda la tutela minori, viene ribadito come le scelte in questo settore fossero già ampiamente esplicitate nel modello del 2013-2014 che prevedeva l’attivazione delle equipe di sub ambito come spazio di confronto e contatto tra CSC e SST; è necessario tornare da un sistema “a delega”, ad uno di “affidamento”, nel quale la titolarità e la responsabilità ultima del servizio torni ad essere fattivamente del Comune. Attualmente si nota come l’accentramento abbia portato ad una lontananza / distanza tra le parti; se da un lato il SST pone l’interesse maggiore sul versante della prevenzione, il servizio di CSC risponde prettamente al mandato preciso di attivazione a partire dal decreto, dalla presa in carico. Il modello condiviso non sempre è completamente condiviso dagli operatori di CSC, e al contempo le equipe di sub ambito non sempre sono accoglienti verso l’operatore designato da CSC.

CSC riporta una richiesta ricevuta da parte di alcuni sindaci di condividere in assemblea un confronto conoscitivo specifico sul tema della tutela minori. Si condivide la proposta di preparare insieme tale momento di confronto con i sindaci per riavvio degli elementi fondanti del servizio, alla presenza del direttore di CSC, il coordinatore dell’UdP, la coordinatrice del servizio tutela di CSC e tutte le coordinatrici di sub ambito.

Questo momento sarà l’occasione per restituire ai sindaci un’immagine condivisa del servizio, attraverso dati conoscitivi che includano i punti di forza da consolidare e le criticità e le esigenze di sviluppo e miglioramento.

Dopo di Noi

In attesa della delibera da parte di Regione Lombardia



Bando Welfare in Azione IV (Fond. Cariplo)

Si sta valutando l’eventuale volontà di aderire come distretto alla quarta edizione del bando in oggetto. A breve verrà convocato un gruppo di lavoro per definire l’effettiva possibilità di presentare una proposta e condividere le prime fase di progettazione. Si sta ipotizzando un progetto di welfare comunitario nel settore agroalimentare che risponda al bisogno dei giovani fragili (disabili medio/lievi, anche non certificati, e fragilità socio-economiche/cognitive/relazionali) in uscita dai percorsi formativi. Nel percorso scolastico, o da poco abbandono. Il settore agroalimentare è stato scelto, oltre per la peculiarità del nostro territorio, per la predisposizione a fungere da tramite per il mondo del lavoro ma anche come contesto socializzante. Si tratta infatti di un settore dove da tempo vi sono segnali di attenzione per l’inclusione sociale. È stata valutata positivamente la disponibilità di alcuni attori territoriali. Entro la fine di giugno bisogna presentare l’idea progettuale, che in caso di valutazione positiva da parte di Fondazione Cariplo andrà ulteriormente affinata entro il 30 settembre, ed eventualmente, sempre se valutata positivamente, sarà oggetto di uno studio di fattibilità accompagnato dalla Fondazione stessa, che si concluderà con la definizione del progetto a febbraio 2018 (che nuovamente dovrà passare il vaglio della Fondazione per la sua eventuale selezione e conseguente finanziamento). Il tavolo di progettazione ad oggi attivato (che non coincide con quella che sarà la rete di partnership del progetto): mondo della formazione (Scuola casearia di Pandino, Istituto Sraffa, Sacra Famiglia di Soncino, Istituto Stanga), Terzo Settore (Consorzio Arcobaleno, Consorzio Sul Serio, Caritas, Koala), Associazionismo (promozione turistico culturale del territorio), imprese (CNA, confesercenti, confcooperative, confcommercio, servimpresa).

In merito alla conoscenza e all’approfondimento del fenomeno l’ufficio di piano apre la possibilità di coinvolgimento dei servizi specialistici dell’ASST (dove è già presente un gruppo integrato specifico sull’adolescenza).

La necessità di istituire in tempi brevi un tavolo per lo sviluppo dell’idea progettuale non vuole essere motivo di esclusione; lungo tutto il periodo che porterà alla strutturazione della proposta, ed in particolare al momento dello studio di fattibilità, verrà comunque  mantenuta aperta la possibilità di integrare il gruppo con altri attori territoriali, una volta rispettata coerenza degli enti coinvolti con le linee guida di Fond. Cariplo e con l’idea progettuale). Al momento non è definito nemmeno chi assumerà nel progetto il ruolo di capofila.

Doniamo energia

Il progetto presentato da Caritas Crema ha superato la prima fase. Dovrà essere presentato un progetto completo per la seconda fase di valutazione entro il 10 luglio. La rete dei partner coinvolti fa riferimento al precedente invito esteso alle realtà territoriali in sede di ufficio di piano. Il progetto nei suoi contenuti riprende la logica dei patti generativi promossi all'interno del progetto Fare Legami (funzione generativa da esprimersi nella propria comunità di appartenenza), con una rimodulazione del target (complementare a Fare Legami - abbassamento della soglia di accesso, ovvero famiglie già in carico, che si trovano in una situazione di difficoltà, seppur non estrema – non senza fissa dimora; situazione debitoria). Il progetto prevede la copertura delle spese per utenze o affitti, come da bando, ma a partire da una valutazione positiva della famiglia beneficiaria sulla possibile uscita dalla situazione critica che si trova a vivere). Si prevede anche una presa in carico della problematica abitativa, ritrasformando il progetto "Casa Vuoi?" da comunale (Città di Crema) a distrettuale. Si prevede infine un sostegno al reinserimento lavorativo.

L'obiettivo generale del progetto è quello di creare un sistema di mediazione sulle utenze (simile al progetto Banca dell'Acqua).

Il bisogno delle famiglie beneficiarie sarà intercettato dai servizi sociali territoriali e dai centri di ascolto parrocchiali (anche grazia da un coordinamento diocesano).



Linee guida domiciliarità (ADM, SAD)

A breve verrà convocato il tavolo previsto per la revisione dei contenuti dell’accreditamento dei servizi citati.



Banca dell’acqua

Dai primi di giugno partirà il progetto Banca dell’Acqua di cui si occuperà all'interno di CSC Allison Bignani. Il primo monitoraggio del progetto è previsto a settembre.

Arriverà nota di chiarimento in merito alla convenzione precedentemente bloccata da CSC.

domenica 21 maggio 2017

Verbale ufficio di piano - mercoledì 10 maggio 2017



Il prossimo incontro dell'ufficio di piano sarà mercoledì 31 maggio, dalle ore 9 alle ore 11, in via Manini.

FNA estate
Vengono condivisi i risultati del confronto con gli enti gestori (ricevute molte proposte indipendenti) ed un gruppo di famiglie (richiesta di avere uno scenario coordinato di proposte estive) con l’obiettivo di coordinare l’offerta.
Il confronto ha portato ad una proposta in grado di coprire nove settimane con proposte specifiche per minori con disabilità gravi, come da prospetto inviato (i disabili medio/lievi saranno inseriti in altre proposte territoriali). È stato inoltre definito uno standard di servizio (rapporto 1:2 o 1:3), e quindi un costo che fosse sostenibile per le famiglie. È stato dichiarato l’impegno politico distrettuale per la finalizzazione di altre risorse in caso di minori esclusi dall’FNA.
Può pertanto prendere avvio la costruzione di progetti, che può prevedere la finalizzazione dell’FNA per l’abbattimento dei costi di frequenza e può prevedere un arco temporale differente dalle nove settimane identificate. Si invitano le assistenti sociali di tutto il territorio a raccogliere tutte le istanze per avere una mappatura completa delle richieste, in modo che possano essere successivamente tenute in considerazione in caso di esclusione (ovvero si invita a non fare filtro in fase di elaborazione dei progetti a livello comunale).
Si rileva la necessità di estendere i termini per la presentazione dei progetti, considerato che le proposte da inserire nei progetti non erano ancora disponibili. Si estende il termine al 25.05 (come formalizzato da comunicazione inviata da Comunità Sociale Cremasca in data 11.05.17).
Si sottolinea l’importanza di tenere in considerazione questo aspetto (armonizzazione delle proposte FNA estive) nel nuovo piano di zona, per dare maggiore struttura a queste proposte.
Dal confronto con le famiglie è stato rilevato una non sempre adeguata e puntuale informazione da parte delle famiglie rispetto al tema FNA.

Conciliazione
Si conferma la presentazione di tutte le ipotesi progettuali condivise precedentemente (2 progetti FSE – famiglie con minori e disabilità; 3 progetti sul bando ATS – salva tempo, imprese, RSA).

PON
Tutti i territori hanno presentato proposte che in prima analisi vengono valutate in linea con le linee guida (tematizzazione su ciascun territorio della funzione di accoglienza in prospettiva sovra comunale).
Se tutti i progetti vengono valutati coerenti, ciascuno ha tuttavia un livello diverso di coerenza. Alcuni territori infatti sono stati in grado di elaborare proposte più avanzate superando di fatto il livello di accoglienza comunale, mentre su altri territori viene mantenuto un presidio dell’accoglienza ancora a livello comunale (step iniziale di orientamento verso il livello sovracomunale) in parallelo all’avvio di azioni a livello sovracomunale.
L’ufficio di piano condivide un indirizzo generale per la commissione di valutazione dei progetti: avallare tutte le proposte del primo anno (riconoscendo lo sforzo di tutti i territori di introdurre modalità fortemente innovative e frutto di un complesso lavoro di mediazione sia a livello sovra comunale che interno a ciascun Comune), dando tempo ai territori per sperimentare le proposte stesse, avviare processi e rilanciare attività maggiormente mirate a livello sovracomunale nei prossimi anni. Sarà possibile pertanto dare approvazione triennale ai progetti già pienamente coerenti (con conseguente garanzia di risorse su tale arco temporale), e dare invece un’approvazione annuale a quei progetti che richiedono ulteriori gradi di definizione del progetto a partire fin dal secondo anno, richiedendo un ulteriore step di progettazione sul secondo anno. Si prevede di proporre una modalità premiante (già prevista nelle linee guida nei criteri di punteggio) per un deciso riconoscimento ufficiale dei progetti maggiormente aderente, e che prevedono un cambiamento anche organizzativo dei servizi (previa verifica della realizzazione/attuazione durante la prima annualità).
Riflettendo sul processo che ha portato all’elaborazione dei progetti, si rileva una generale problematicità della parte politica a mantenere fede alle linee guida approvate dall’assemblea dei sindaci stessa. Questo presuppone la necessità di presidiare il successo riscontrato nell’aver ottenuto proposte che coinvolgano tutti i comuni del Distretto.
Viene nuovamente richiamata l’importanza che l’esito della valutazione venga condivisa e trattata in comitato ristretto, affinché questo livello possa sostenere il processo di attuazione nei propri territori, nonché l’essenzialità di un forte accompagnamento in fase di attuazione, territorio per territorio e su tematiche specifiche, che verrà definito successivamente dall’ufficio di piano.
Si sollecita il comitato di valutazione a chiudere la valutazione entro i primi di giugno, in quanto tutti i progetti prevedono di potersi attivare dal 1 settembre. Per il terzo settore, viene proposto che faccia parte della commissione Claudio Dagheti.

Piano di lavoro per tematiche aperte
Vengono evidenziate diverse tematiche aperte, su cui è necessario strutturare un piano di lavoro esterno agli incontri dell’ufficio di piano, vista la complessità delle tematiche, le scadenze richieste e le diverse parti (stakeholders) coinvolte. Tale piano di lavoro sarà specifico oggetto del prossimo ufficio di piano.

-          Dopo di noi
Riferimenti normativi: legge 112/2016; decreto 23.11.2016. In attesa della delibera regionale con la definizione del piano regionale di attuazione.
Il coordinatore del nostro ufficio di piano parteciperà ad un tavolo di lavoro promosso da ANCI coinvolgendo tutti gli uffici di piano regionali.
-          Servizi abitativi
Riferimenti normativi: legge regionale 16/2016, dgr 6465 del 10.04.17.
Entro il 30 settembre a livello di ambito è richiesta l’attivazione di almeno una delle 5 azioni previste dalla DGR. E’ riservata una quota minima (circa 13mila euro, pari al 10% delle risorse disponibili) per la gestione della misura. L’ufficio di piano esprime la necessità di acquisire risorse e competenze in questo campo specifico.
-          Tutela minori
Il lavoro dell’obiettivo 10a è fermo, in attesa dei confronti a livello politico, come previsto a piano operativo. La riflessione aperta su questo tema si sviluppa sia sul piano dei contenuti, sia sulla revisione dell’assetto solidaristico.
-          Isee
Risulta urgente definire una risposta alla sollecitazione portata da un cittadino dell’ambito di Sergnano in merito alla retroattività del regolamento ISEE, come discusso precedentemente in questa sede.
-          Nuovo piano di zona
L’ufficio di piano viene aggiornato in merito agli incontri che hanno coinvolto i policy maker del nostro territorio all’interno delle azioni promosse dal progetto Fare Legami. Si condivide la possibilità di coinvolgere questo stesso gruppo all’interno dei lavori che si struttureranno per la scrittura del piano di zona.
Si prevede la possibilità di riconvocare il gruppo dei policy maker per un primo appuntamento allargato prima della pausa estiva.
A partire dal mese di settembre verrà strutturato il lavoro condiviso per la definizione delle linee di indirizzo / ipotesi / orientamenti del nuovo piano di zona, anche grazie alla programmazione dei tre momenti valutativi (focus group) del piano di zona in corso, che verranno organizzati grazie alla partecipazione del comitato di valutatori del piano di zona.
Si prevede inoltre che gli orientamenti risultanti dal progetto Fare Legami potranno essere considerati possibili orientamenti da includere nel piano di zona.
-          SIA
Viene condiviso il lavoro fin qui condotto dal gruppo di lavoro territoriale, e ribadita la necessità di individuare quanto prima una figura di riferimento a livello distrettuale sia sul piano operativo per il supporto delle assistenti sociali territoriali nell’implementazione dei singoli progetti, che di supporto al tavolo distrettuale per il monitoraggio della misura a livello distrettuale. Comunità Sociale Cremasca sta provvedendo all’individuazione di tale figura.

mercoledì 10 maggio 2017

Verbale ufficio di piano - 26 aprile 2017



Progetto CLAC: avvio azione 4 "PERCORSI PONTE PER MINORI DISABILI"
L’ufficio di piano viene aggiornato in merito all’incontro tenutosi con la cabina di regia (capofila, partner e enti della rete) per l’avvio dell’azione in oggetto, con l’obiettivo di avviare le fase preparatorie del progetto (inclusa raccolte delle segnalazioni) in funzione di un avvio delle azioni dirette ai beneficiari sul prossimo anno scolastico 2017/2018.
Si ribadisce come il target di questa azione siano i minori residenti nel distretto, e quindi anche eventualmente frequentanti le situate all’esterno del distretto.
La selezione dei minori beneficiari terrà conto anche di un criterio che permetta una sperimentazione dell’azione su tutto il territorio distrettuale, e quindi alla garanzia di una quota per ciascun sub ambito (in media 3 minori per sub ambito).
Sulla base del budget medio a disposizione di ciascuno dei 18 beneficiari, si prevede che ogni progetto individuale possa svilupparsi lungo tutto il corso del biennio, ovvero su due annualità scolastiche.
Viene sottolineato un potenziale nodo critico dato dalla difficoltà ad incrociare le necessità delle scuole, che tendenzialmente si muovo in modo indipendente.

Bandi conciliazione in fase di elaborazione (aggiornamento)
Si conferma l’intenzione, condivisa dagli altri tre ambiti coinvolti (Casalmaggiore, Cremona e Viadana), di presentare proposte trasversali agli ambiti, su entrambi i bandi in corso. Sul bando FSE le proposte progettuali saranno solo due, che non rispecchieranno in parallelo le tematiche dei tre progetti a valere sul bando ATS, ma saranno le seguenti:
-          Servizi salva tempo per famiglie con minori (capofila: Consorzio Arcobaleno)
-          Servizi educativi estivi per minori disabili (capofila: L’Umana Avventura)


PON (rimodulazione budget su 30 mesi)
Grazie ad una disponibilità espressa dal Ministero del Lavoro in fase di firma della convenzione, è stato rimodulato il budget riducendo il tempo complessivo delle progettualità da 36 a 30 mesi, in considerazione del fatto che si prevede che i progetti in fase di elaborazione da parte dei sub-ambiti non verranno concretamente avviati prima del mese di luglio. Le coordinatrici di sub-ambito riportano come di fatto non sarà verosimile avviare i progetti prima del mese di settembre, pertanto il tempo a disposizione dei progetti sarà complessivamente di 28 mesi.
Si sottolinea l’importanza che vengano promossi momenti di scambio sui contenuti delle progettazioni tra i diversi sub-ambiti, in primis a partire dall’ufficio di piano e dal comitato ristretto, per un confronto su come si caratterizzano le proposte e quali cambiamenti implicano in ciascun territorio. Tali momenti serviranno anche per la verifica della coerenza dei progetti con le linee guida nonché della realistica fattibilità delle diverse ipotesi attuative, prevedendo quali eventuali forzature, e a che condizioni, potranno essere proposte; viene esplicitata la preoccupazione rispetto al rischio che le proposte non portino effettivi cambiamenti.
Si propone in sede di comitato di valutazione di adottare una griglia di valutazione in grado di evidenziare sinteticamente i principali elementi progettuali di ciascuna proposta e la loro coerenza con le linee guida.
Ancora non sono state prese decisioni in merito ai tempi di valutazione e alla composizione del comitato di valutazione.

SIA (nuovi criteri di accesso)
Si condividono i nuovi criteri di accesso secondo il decreto ministeriale che ne ha allargato la portata.
Si condivide la necessità di una formazione distrettuale (ipotizzando che possa essere organizzata nel mese di giugno) rivolta a tutte le assistenti sociali, non solo sulle procedure, ma anche sui contenuti e sulle progettualità da attivare, possibilmente prevedendo crediti formativi.
Tale allargamento della platea dei beneficiari comporta una condivisa preoccupazione che tutto il budget dei progetti PON venga assorbito dai numeri del SIA e dal carico di lavoro ad esso connesso.

Sportello assistenti familiari (avvio operativo)
Oltre ad un aggiornamento in merito alla stipula della convenziona con ACLI per l’avvio degli sportelli per gli assistenti familiari che saranno operativi a partire dai comuni di Castelleone, Crema, Soncino e Rivolta d’Adda, come precedentemente condiviso, si discute delle modalità di organizzazione del registro degli assistenti familiari. Si condividono le criticità espresse da ACLI in merito al fatto che affinchè tale registro possa essere effettivamente funzionale all’incrocio di domanda e offerta sia necessario un forte investimento di risorse ed un grado di aggiornamento del registro molto elevato. ACLI verificherà la possibilità di esportazioni in blocco, es. mensile, e successiva pubblicazione dei nomi presenti nel proprio database (anche eventualmente a fronte di un investimento per la modifica dello stesso). Alternativamente si valuterà la pubblicazione di un elenco di nominativi per rispondere formalmente a quanto previsto da Regione, consapevoli che non sia funzionale.

Prassi comuni per progettazione bandi di portata distrettuale

Viene condivisa la bozza del documento elaborato dal gruppo referente per l’obiettivo 8. Come già richiesto da parte dei referenti delle cooperative sociali, si lascia il tempo necessario per condividere lo stesso all’interno delle proprie reti, dalle quali verranno recepite eventuali integrazioni o proposte di modifica, che torneranno per una discussione finale all’ufficio di piano.