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martedì 9 giugno 2015

Gruppo Laboratori di comunità: incontro 8 giugno 2015

Azione   2 - Laboratori di Comunità
Incontro del 08/06/2015

Presenti: Paola Maina-Donata Bertoletti-Miriel Campi-Giancarlo Manfredini-Luciano Ricci-Giovanna Sonzogni-Sangiovanni Maria-Greta Melli-Alberto Fusar Poli-Angelo Stanghellini- Gloria Faciocchi- Greta Fontana- Carla Pedrini.

Il gruppo è stato convocato per un nuovo confronto sul Community Maker in quanto nell'incontro dell'Ufficio di Piano del 03/06/2015 è stata affrontata la proposta emersa dal gruppo: Angelo Stanghellini riporta le riflessioni condivise in tale sede, partendo dall'idea progettuale, in base alla quale sono previste 3 figure sulle quali investire al di là dei laboratori che verranno individuati, con un bagaglio di competenze trasversali, intendendo il territorio come contesto più ampio rispetto al singolo laboratorio.
Nell'Ufficio di Piano era emersa a questo proposito la possibilità di considerare due figure complementari, il Community Maker  e il Community Maker di laboratorio, riconoscendo gli aspetti significativi di quanto elaborato dal nostro gruppo e per non perdere  la centralità della TERRITORIALITÀ.
Angelo riferisce che anche in Direzione progettuale hanno condiviso il valore degli elementi propositivi elaborati dal nostro gruppo in merito alle caratteristiche del Community Maker ed hanno deciso di prendere tempo per un maggiore approfondimento, mentre per Cremona rimarrebbe la proposta dei 3 Community Makers e per Casalmaggiore di 1 Community Maker.
All'interno del gruppo si colgono alcune tensioni e preoccupazioni che rischiano di limitare l'obiettività nel confronto; secondo qualcuno il modello del Community Maker non era chiaro dall'inizio, ma Angelo ribadisce che non esisteva un modello pre-confezionato e che il modello si sta costruendo ora; l'unico punto fermo rimane l'aspetto economico legato, nel piano economico presentato con il progetto, al n° dei Community Makers, individuati dal progetto in 3+3+1.
La discussione riprende con qualche difficoltà; da parte di qualcuno ci si chiede la finalità del Community Maker, che richiede figure che rispondano a requisiti "alti"; si riflette inoltre su quale contributo possano rappresentare, nei tre anni, tali figure rispetto al progetto, sulla loro relazione con i diversi attori del progetto. Allo stesso tempo si ribadisce, nell'ottica di valorizzare le competenze dei territori, l'importanza di riconoscere il ruolo di chi opera nel singolo laboratorio con  funzoni di coordinamento.
Il gruppo, ribadendo la validità dei criteri precedentemente concordati, condivide l'importanza di individuare due figure distinte:
-       Community Maker, inteso come ponte, figura di raccordo e di sintesi operante a livello più ampio e su più azioni (non solo laboratori di comunità ma anche civic center e patti generattivi);
-       Community Maker di Laboratorio, inteso come figura radicata e riconosciuta nel contesto, che conosce il territorio e presenta capacità e conoscenze che gli consentono di muoversi agevolmente in esso (questo anche perchè si è scelto di privilegiare, almeno nel primo anno, i terreni fertili) e che possa garantire una continuità nel tempo, a laboratorio concluso.
Verrà elaborata inoltre una proposta di budget economico, che partendo dal piano economico progettuale, cerchi di valorizzare entrambe le figure.

 In conclusione si concorda di portare avanti come Crema, in sede di cabina di regia che dovrebbe riunirsi il 9 giugno, la proposta delle due figure.


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