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venerdì 15 maggio 2015

COMMUNITY MAKER: QUALE PROFILO?

Il Gruppo di lavoro Laboratori di comunità ha iniziato a riflettere sulle caratteristiche del community maker e sulle possibili attenzioni da avere nella fase di selezione. 
Di seguito una breve sintesi di quanto emerso nell'incontro dell'11 maggio 2015. Questi contenuti/proposte saranno posti all'attenzione della Direzione di progetto.
Criteri per l'individuazione dei Community maker:




Caratteristiche:
-capacità ed esperienza nella conduzione di gruppi;
-capacità di facilitazione e mediazione;
-disponibilità di tempo lavoro da dedicare al progetto;
-capacità di lettura dei bisogni e delle risorse presenti in un contesto;
-competenze relazionali: ascolto, mediazione, presenza;
-trasversalità di competenze e non settorialità;
-esperienza pregressa nella progettazione sociale;
-capacità nel tenere collegati diversi livelli di intervento;
-presenza di un ruolo “riconosciuto” all'interno di un contesto, rimanendo comunque figura super partes;
-disponibilità a far crescere un percorso senza renderlo dipendente da sé.

Territorialità:
L'obiettivo che si assume è privilegiare figure già presenti nei territori, che abbiamo le caratteristiche evidenziate.
Nello specifico, per Crema si privilegia una o più figure che abbiano già ruolo ed esperienze nel contesto cittadino; per il distretto, si privilegia l'appartenenza al territorio di un sub-ambito.
Il criterio della territorialità diventa preminente rispetto anche alla scelta del numero di Community maker da individuare: la condizione ottimale sarebbe che ogni laboratorio di comunità abbia una figura con le caratteristiche evidenziate e appartenente al territorio stesso.

Rappresentanza/appartenenza:
la figura individuata potrà appartenere a agenzie del terzo settore, ma questa appartenenza non verrà in alcun modo presa in considerazione in fase di selezione.
Il gruppo esplicita il rifiuto di logiche di rappresentanza e “spartizione” tra diversi soggetti.

Candidature e selezioni:
Si ipotizza l'emissione di una evidenza pubblica, per raccogliere le candidature.
Il fatto di privilegiare la territorialità presupporrebbe che tale evidenza sia emessa in subordine alla scelta dei contesti in cui attivare i laboratori di comunità.
In seguito le candidature potranno arrivare da chiunque: in fase di selezione si privilegerà l'appartenenza al territorio in presenza delle caratteristiche evidenziate; in subordine, si ricercheranno figure con tali caratteristiche anche al di fuori dei territori interessati.
La selezione sarà in capo ad una commissione che sia espressione del livello distrettuale.

Referenti funzionali:
Resta da approfondire il tema dei referenti cui dovrà rispondere operativamente il community maker.
Evidenziato che la dipendenza funzionale è aspetto differente dalla dipendenza economica, si evidenza il legame privilegiato con il gruppo di lavoro sui laboratori di comunità e si ipotizza una relazione funzionale tra i community maker e i coordinatori del gruppo.


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